Profughi: IL VIAGGIO

Posted by on novembre 23rd, 2011 with 0 Comments

Nel convegno “Profughi: IL VIAGGIO”, sul tema del modello attuato nella gestione dell’emergenza 2011 nelle Colline Metallifere, vi è stata non solo la partecipazione di Asl, Comuni, Provincia e Regione, ma anche le testimonianze di alcuni migranti. Dagli interventi è emerso con chiarezza che l’esperienza maturata induce a ritenere necessario uscire dalla logica emergenziale di una funzione pubblica, che attiene alla protezione civile, per entrare nell’ottica dell’organizzazione permanente di un servizio che necessita la concertazione di più soggetti pubblici e privati.

Normalmente il coordinamento delle tre dimensioni: tra i soggetti pubblici, tra i privati e tra pubblico e privato determina i migliori risultati in molti ambiti. Non è un caso che in una società come la nostra, con un rilevante tasso di campanilismo e di litigiosità, stentino ad affermarsi attività nelle quali questo coordinamento rappresenta un elemento determinante per competere, come per esempio sta avvenendo nel turismo, il settore che maggiormente beneficerebbe di una facilitazione del coordinamento sulle tre dimensioni.

Nelle situazioni di emergenza invece risulta più facile che questo coordinamento si realizzi, tuttavia si intravede il rischio che i processi virtuosi sperimentati, una volta cessato il clima emergenziale, tendano a rarefarsi.  Il servizio di accoglienza e inserimento dei profughi entra ora nella fase post-emergenziale che richiede l’organizzazione e la gestione di stage formativi e informali, sostenuti dalle pubbliche amministrazioni e da partenariati di utilizzatori e fornitori dei servizi e dei prodotti la cui realizzazione rappresenterà l’oggetto della formazione.

Per passare da una logica assistenziale ad una di concreta integrazione sociale e lavorativa, facilitando il processo di inserimento dei migranti nel tessuto sociale e civile del territorio maremmano, si renderà necessario, oltre al coinvolgimento del centro per l’impiego, anche l’utilizzo di competenze nella creazione d’impresa.  La Maremma, e in particolare l’area delle Colline Metallifere, ha rappresentato un modello di eccellenza nel modello toscano, ma nella fase successiva non basteranno le ottime capacità organizzative dimostrate dalla Società della Salute, occorrerà altresì individuare tutte le forme di finanziamento pubblico e privato, le fonti di microcredito per l’integrazione e la microimprenditoralità e al contempo costruire partenariati per attuare azioni finalizzate allo sviluppo di microimprese e dell’auto-imprenditorialità degli immigranti che resteranno tra noi, visto che oggi la miglior prospettiva per trovare un lavoro e quella di crearselo.

Nel corso del convegno una testimonianza che ha suggerito risposte alla nuova fase che si prospetta è stato quello di Gheni Adam, la rappresentante dell’Associazione interculturale Nosotras di Firenze, che ha illustrato una delle tante esperienze replicabili già attuate nel settore dell’economia sociale.

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