CARBONARI SU FACEBOOK

Come scrive nel suo blog Roberta Milano, una delle massime autorità nel web marketing turistico, è vero che tutto scorre e i cambiamenti avvengono, che ci piaccia o no. Ci sono però dei soggetti istituzionali (assessori, presidenti di consorzi turistici, ecc) che non solo conoscono poco le nuove opportunità che avanzano, ma sembrano temerle; sia perché ciò che non si conosce spaventa, ma anche per il fatto che da quel poco che conoscono hanno capito che questo cambiamento può determinare dei mutamenti nei rapporti di potere. Ricordo che nel suo intervento sul marketing relazionale come nuovo strumento gestionale delle imprese turistiche, tenuto a Grosseto il 25 gennaio di quest’anno, Ermanno Bonomi, dirigente del settore politiche di sviluppo e promozione del Turismo della Regione Toscana, parlò con molta chiarezza delle resistenze che incontra a vari livelli nel proporre l’adozione dei nuovi media, un esperienza che viviamo diffusamente in Maremma. Mentre cresce l’interesse per i nuovi media da parte degli addetti che, comprensibilmente fanno fatica ad interiorizzarne la portata, assistiamo a garbate, ma ferme resistenze da parte dei dirigenti che si ostinano a ricorre alla carta stampata, all’advertising e al marketing unidirezionale, tutto ovviamente con budget risicati, senza alcuna possibilità di monitorarne gli effetti, ma solo perché “si è sempre fatto così”. Persino un consorzio di operatori turistici, con un sito che registra presenze giornaliere che si contano sulle dita di una mano, progetta la ristampa di un catalogo cartaceo, invece di utilizzare le competenze al suo interno su blogging, article marketing e social media, per incrementare le visite sul sito, relegando Facebook a un’attività che qualche addetta al servizio di informazione svolge come ai tempi della carboneria: in sordina, nei peggiori dei casi di nascosto, se non di notte e a sue spese.
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Condivido come te, l’affermazione di Roberta Milano, che non ho mai avuto occasione di incontrare, ma seguo con attenzione sul web, da tempo.
Il cambiamento lentamente avverrà, ha ragione lei, cambiamo per esigenza,per necessità fisiologiche di adattamento.
E’ un peccato però, quando la paura di perdere piccoli spazi di potere, quando il timore di confrontarsi con il nuovo, blocca l’esperienza e fa perdere occasioni di crescita.
Non è un peccato comunque
continuare ad andare avanti, e provare il piacere di mettersi in gioco.
Il cambiamento sta già avvenendo, e quando è in corso un cambiamento si può scegliere di farne parte, guidarlo e “sfruttarne” le nuove possibilità o di rimane a immobili a osservarlo, quasi fosse un nemico che scalfisce lentamente le nostre certezze; quando parlo di certezze mi riferisco alle “certezze” del marketing tradizionale, dove sicuramente non sono certi i risultati, ma il metodo da utilizzare rimane sostanzialmente invariato al modificarsi del prodotto o destinazione turistica da promuovere.
I “dirigenti si ostinano a ricorrere alla carta stampata, all’advertising e al marketing unidirezionale” e riprogettano “la ristampa di un catalogo cartaceo”, perchè così si è sempre fatto e fino a ieri, così ha sempre funzionato ed è più semplice percorrere una direzione già tracciata da altri.
Sicuramente è più facile stampare un catalogo che interagire con i potenziali turisti; Sicuramente è più semplice ricorrere all’advertising piuttosto che investire tempo su Facebook a creare una comunità;
Sicuramente sarà semplice, tra qualche anno, rendersi conto che ormai il cambiamento è avvenuto, e ancora una volta siamo rimasti indietro con i tempi.
Andrea e Cinzia, sono d’accordo con voi, per evitare di rimanere indietro occorre insistere e provare il piacere di mettersi in gioco.